Milano 13 Agosto 2005
Ebbene si anch’io attirato dalla massa dei media che hanno reso il viaggio del Toti un evento straordinario come in effetti è stato sono corso appena il sottomarino Killer è entrato a Milano.
L’Enrico Toti (S 506, tecnicamente era un SSK: Submarine-Submarine Killer),
impostato nei cantieri Fincantieri di Monfalcone l'11 aprile 1965, varato il 12 marzo 1967,
consegnato alla Marina Militare il 22 gennaio 1968 e radiato dal servizio attivo il 30 giugno 1999,
fu il primo sommergibile costruito in Italia nel dopoguerra
Tre sommergibili gemelli lo seguirono nel giro di un paio d'anni (Dandolo,
Mocenigo e Bagnolini), portando a quattro i rappresentanti della classe TOTI e i quattro
esemplari resteranno in servizio attivo quasi sei lustri, fino alla fine degli anni novanta, a conferma
della bontà del progetto iniziale e dell'affidabilità dei mezzi.
Dopo il disarmo, due esemplari della classe TOTI sono stati destinati ad essere
esposti al pubblico: il Dandolo al Museo Storico Navale di Venezia, dove è fruibile al pubblico dal
4 dicembre 2002 e il Toti (ultimo sommergibile della serie messo in disarmo), al Museo “Leonardo
da Vinci” di Milano. Degli altri due, i Bagnolini ed il Mocenigo, sono rimasti soltanto i gusci,
attraccati ad Augusta. L’Enrico Toti è un sottomarino a propulsione diesel-elettrica, di piccole dimensioni (46 m. di lunghezza, meno di 5 m. di larghezza), con solo 26 uomini di equipaggio. Per le sue piccole dimensioni rappresentava un bersaglio difficile da individuare con apparati di ricerca attiva, mentre il suo doppio motore (diesel per la navigazione in superficie, elettrico per la navigazione in profondità) era estremamente silenzioso e lo rendeva un difficile bersaglio per apparati di ricerca passiva. Il Toti, per fortuna, è stato impiegato solo in operazioni di addestramento nell’ambito di esercitazioni del Patto Atlantico. Non credo che sia difficile immaginare, viste le sue caratteristiche di silenziosità e di manovrabilità, che in qualche occasione sia riuscito a mettere in difficoltà imbarcazioni più moderne e blasonate, magari come in quella scena di “Caccia a Ottobre Rosso” dove il Cacciatore, americano, si metteva alle spalle della Preda, il sottomarino russo, senza che questo se ne accorgesse.
Nonostante
tutti i giornali e le televisioni abbiano mostrato foto e articoli di questo
nostro sottomarino, mi sembrava
Giusto ( anche come milanese) pubblicare queste foto a testimonianza del “ io c’ero!” Per il resto auguriamo un riposo meritato a questo gigante d’acciaio al Museo Leonardo Da Vinci.

L'enorme scritta del sottomarino Killer Il rimorchio che sosteneva l'enorme peso
parcheggiato in attesa del trasporto verso il
Museo Leonardo Da Vinci.
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