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H.M.S. VICTORY
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La Victory è forse la più nota di tutte le navi da guerra inglesi. Varata l'8 maggio 1778, divenne famosa per essere stata la nave ammiraglia di Nelson durante la battaglia di Trafalgar, dove l'ammiraglio perse la vita.
Per i suoi tempi la Victory era una nave davvero grande, essa richiese circa 10.000 metri cubi di legno, quasi tutto di quercia, e un notevole periodo di tempo necessario alla stagionatura. La chiglia, la parte più importante, era fatta di olmo. L'equipaggio si aggirava intorno agli 850 uomini, ed era dotata di razioni sufficienti a sfamare tutti per diversi mesi. Gli alloggi per gli ufficiali superiori ed inferiori erano piuttosto modesti, assolutamente spartani quelli per i giovani guardiamarina, che vivevano in spazi molto ristretti e senza alcuna privacy. Per quanto riguarda i marinai essi vivevano praticamente tra i cannoni. Sopra appendevano le brande, e delle assi tra un cannone e l'altro fungevano da tavoli o da panche. Gli altri servizi non erano certo migliori, i gabinetti erano tavole allo scoperto sporgenti sulla prua della nave, e per la pulizia personale era disponibile solo l'acqua del mare.
La sua battaglia più famosa fu sicuramente quella di Trafalgar, con il suo avversario di vecchia data Pierre Villeneuve. Il loro primo incontro fu nella battaglia di Abukir, nella rada di Cadice dove Villeneuve evitò accuratamente lo scontro con Nelson. Nell' ottobre del 1805 Napoleone ordinò all'ammiraglio Villeneuve di tornare con le navi a Tolone e affrontare se necessario gli inglesi. Egli non ubbidì, sapendo i rischi nei quali sarebbe incorso e venne sostituito dall'Ammiraglio Rosily, ma Villeneuve ci ripensò e, all'idea di cadere in disgrazia puntò verso il Mediterraneo. Con la flotta inglese già in vista ad occidente, Villeneuve che era ad appena poche miglia da Gibilterra, si trovò in una situazione difficile. Aveva ben poco da guadagnare se avesse continuato ad avanzare, ma vi era un'alternativa a tutto questo, puntare su Cadige. Dopo qualche ora l'Ammiraglio francese era in grado di vedere l'intera formazione di Nelson, i due nemici sarebbero stati l'uno di fronte l'altro a reciproca portata di cannone. Villeneuve aveva il vantaggio numerico, invece Nelson la capacità di fuoco, uno degli elementi di maggior peso nel combattimento navale. Seguirono tre ore circa di scontro tra la Sovereing e la Santa Ana. Nelson si trovò presto nel centro della battaglia e fu preso di mira dalla nave ammiraglia Bucentaure. A soccorso della Victory arrivarono altre tre navi inglesi che iniziarono a tempestare di bordate l'ammiraglia francese, che venne disalberata e quindi costretta alla resa. Ma durante un'altro combattimento, questa volta con la Redountable,un tiratore scelto della fanteria francese che si trovava sulla coffa di mezzana, colpì Nelson alla spalla sinistra, il colpo perforò il polmone dell'Ammiraglio e andò a conficcarsi nella spina dorsale. Nelson fu portato nell'infermeria dove morì alcune ore dopo. Le sue ultime parole furono: "Ce l'hanno fatta con me finalmente!". In infermeria, l'Ammiraglio venne spogliato e sotto la camicia trovarono una miniatura di Lady Hammilton. Poi con un ultimo filo di voce l'Ammiraglio Nelson chiese al suo Capitano: "Hardy come va la battaglia? Come va per noi la giornata?" Hardy rispose: "Molto bene Signore! Dodici navi sono in nostre mani!". Prima di spirare Orazio Nelson ebbe il conforto di sapere che la battaglia era vinta e sembra che le sue ultime parole siano state "Grazie a Dio ce l'abbiamo fatta!". Il capitano Hardy baciò la guancia dell'Ammiraglio. Il corpo denudato e rasato di Nelson fu immerso in un barile colmo di rum. Da quel momento i marinai inglesi chiamarono il rum "Sangue di Nelson".
La vittoria di Nelson non produsse alcuna conseguenza sull'esito della guerra in corso. Il giorno prima di Trafalgar, Napoleone aveva concluso in modo magistrale la sua "campagna di Ulm" costringendo alla resa il Maresciallo Mack con 27.000 uomini. Il 2 dicembre l'armèe francese avrebbe disfatto gli austro-russi ad Austerliz. Trafalgar dovette contribuire a rafforzare l'idea che nessuna battaglia navale può mettere in ginocchio una potenza terrestre, così Napoleone da quel momento riservò alla marina un ruolo di supporto. Alle necessita commerciali più che a quelle militari.
La vita operativa della Victory ebbe termine con la fine delle guerre Napoleoniche. Divenne la nave ammiraglia del comandante della piazza marittima di Portsmouth, per poi trasformarsi alla fine come vera e propria attrazione turistica. Nel 1922 fu ricoverata in un bacino asciutto di Portsmouth dove fu riportata allo stato in cui si trovava ai tempi di Trafalgar. A tutt'oggi è ancora lì, testimone vigile di un epoca di battaglie epiche e di sofferenze indicibili. Donato Gazzilli
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Horatio Nelson
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